martedì 17 luglio 2018

Non capisco.

Mia cara azzeccagarbugli, questo è per te, ammesso che tu ancora passi da queste parti e possa leggere quanto ti scrivo e di cui ti chiedo opinione.

La notizia per me è di questi giorni.

"I giudici della corte di cassazione hanno stabilito che se la vittima di uno stupro collettivo è ubriaca e l'alcol non è stato imposto contro la sua volontà, non ci debba essere né aggravante né aumento di pena per i colpevoli".

Non capisco. Qual è la ratio di questa decisione?


lunedì 16 luglio 2018

Fibra, quale e come ... ?

Ed ora le promozioni e le pubblicità dovrebbero essere più chiare e dovrebbero indicare quale tipo di connessione fibra è offerta. Sarà così? Sarà applicato e da quando il provvedimento dell'Agcom?

Ecco il testo del comunicato stampa di Agcom.


AGCOM AUTORITÀ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

COMUNICATO STAMPA

AGCOM: OPERATORI POTRANNO USARE IL TERMINE “FIBRA” NELLE OFFERTE COMMERCIALI SOLO SE L’INFRASTRUTTURA È FTTH/FTTB
Specifici simboli dovranno segnalare in maniera semplificata il tipo di connessione offerta


Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha approvato il provvedimento che definisce le modalità con cui le imprese dovranno d’ora in avanti comunicare le caratteristiche delle diverse tipologie di infrastruttura fisica utilizzate per l’erogazione dei servizi di connettività, in ottemperanza al decreto legge n.148 del 16 ottobre 2017. Il provvedimento, relatore Antonio Nicita, stabilisce che gli operatori che forniscono questi servizi tramite connessione fissa dovranno garantire, sia nei messaggi pubblicitari sia nelle comunicazioni commerciali e contrattuali, piena trasparenza nella presentazione delle infrastrutture fisiche sulle quali sono forniti i servizi. In particolare, gli operatori potranno usare il termine “fibra” (e affiancarvi aggettivi superlativi o accrescitivi), senza ulteriori precisazioni tecniche, solo se l’infrastruttura sottostante sia costituita esclusivamente da una rete di accesso in fibra, almeno nei collegamenti orizzontali fino all’edificio (FTTB) o fino all’unità immobiliare dell’utente (FTTH).

Nei casi in cui la fibra invece arrivi soltanto fino a nodi intermedi, come l’armadio di strada (FTTC, Fiber To The Cabinet) o la stazione radio base (FWA, Fixed Wireless Access), gli operatori non potranno usare la denominazione “fibra” se non affiancata alla dicitura “su rete mista rame” o “su rete mista radio”, presentandola in ogni caso in termini di uguale leggibilità o udibilità. Nei casi in cui l’infrastruttura sottostante non preveda l’utilizzo di fibra o comunque non abiliti la fruizione di servizi a banda ultralarga non potranno in alcun caso utilizzare il termine” fibra”.

In aggiunta alle previsioni sulla denominazione dell’infrastruttura fisica, l’Autorità ha stabilito gli obblighi informativi di dettaglio che gli operatori dovranno in ogni caso assolvere nella comunicazione dedicata con i clienti finali. Nei canali commerciali mirati, gli operatori dovranno fornire al cliente una descrizione più approfondita che aggiunga alla descrizione della specifica architettura di rete anche il tipo di tecnologia impiegata, prevedendo inoltre la possibilità per gli utenti di verificare la velocità di navigazione e la latenza del servizio offerto in upload e download.

Relativamente ai messaggi pubblicitari e alle comunicazioni commerciali al pubblico, gli operatori dovranno integrare le comunicazioni con specifici simboli volti a segnalare, in maniera semplificata, il tipo di infrastruttura utilizzato. Con il colore verde e la denominazione “F” sottotitolata “fibra” si dovranno indicare le infrastrutture con la fibra fino all’unità immobiliare o all’edificio, con il colore giallo e la denominazione “FR”, sottotitolata “fibra mista rame” o “fibra mista radio”, le altre architetture con fibra solo fino a nodi intermedi abilitanti connessioni a banda ultralarga, mentre dovrà essere utilizzato il colore rosso e le diciture “R”, sottotitolata “rame” o “radio”, per tutte le altre architetture che non prevedono fibra nella rete d’accesso e/o che comunque non abilitano l’utilizzo di servizi a banda ultralarga.

L’utilizzo dei suddetti simboli è avviato, in via sperimentale, per un periodo compreso tra l’entrata in vigore del provvedimento fino al 31 dicembre 2018.

Roma, 13 luglio 2018

Ci ho provato ...

... a leggere un libro che avevo acquistato tanto tempo fa (la data di acquisto che avevo annotato sul primo foglio del libro era 16 maggio 1998) titolo: L'enigma del solitario di j.gaarder.

Non ce l'ho fatta.

Dopo cinquanta pagine rinuncio. Mi chiedo oggi perchè lo acquistai, visto che libri a base filosofica non mi piacciono.

Ora ne inizio un altro, di un autore che però comincia a stancarmi un po' (j.grisham: L'ultimo giurato): ci provo.

mercoledì 4 luglio 2018

Via libera ad espressioni come «capra» , ...

Evviva la tua positività ed il tuo ottimismo, ma la realtà non mi aiuta ad esserlo anch’io come tu lo sei, anzi quanto osservo quotidianamente peggiora la mia percezione col passare del tempo.

Eccomi, come ti avevo promesso avrei fatto e spero di trovare la voglia di continuare perché questo è un inizio, leggero.


Da La Stampa, pubblicato l' 08.05.2018.
Mi ha molto sorpreso, o forse no, leggere l'articolo “Insultare nei talk-show non è reato se l’altra persona è presente e può replicare”.

«Alla (probabile) vigilia d’una nuova infornata di programmi tv pre-elettorali, il messaggio lanciato da un giudice di Genova è abbastanza chiaro: insultare gratuitamente un avversario politico in una trasmissione tv, se l’altro è presente o perlomeno video collegato e quindi in grado di rispondere non rappresenta un reato. Al massimo un’ingiuria, che per il codice penale italiano non vale ormai praticamente nulla e quindi via libera a espressioni come «cretina», «capra» e quant’altro se restano nel muscolare confronto fra adulti, magari alla presenza d’un navigato moderatore, sdoganando insomma il combattimento verbale. Ci metta semmai una pezza chi arbitra la contesa davanti alle telecamere»

«Gli epiteti – precisa il magistrato – sono obiettivamente lesivi dell’onore e del decoro della persona offesa, è un dato pacifico e incontrovertibile trattandosi di espressioni oltremodo “invasive” dell’altrui sfera personale»; ma la destinataria degli epiteti «era collegata via audio e video e poteva di fatto intervenire “ad libitum”».

Sarà, ma io non sono d’accordo sullo “sdoganamento”.

Sono dell’opinione che comunque questi comportamenti, soprattutto se pubblici ed in onda televisiva che apre ad un pubblico diffuso, non siano da “sdoganare”.

I partecipanti ad un confronto pubblico devono rispettare regole ed etica di comportamento e sapere che saranno fatte rispettare, pena l’interruzione del confronto.

Ma questo “navigato moderatore”, pensando che faccia ascolti, lascerà montare la rissa oppure vorrà veramente intervenire a bloccare queste derive ? e questo “navigato moderatore” se lo facesse, se intervenisse, potrebbe rischiare il posto di lavoro (perché comunque altri lo farebbero) ?

Ma con questo quale insegnamento, senso civico e rispetto dell’altro si comunica ?

E poi, considerato che la tv è uno dei mezzi di comunicazione che arriva a tutti, quale modello di riferimento educativo insegnerebbe la rissa televisiva ? lo vediamo bene nella vita quotidiana.

Ad ognuno le proprie libere risposte.

Io da tempo non guardo più i programmi dibattito; sempre rissosi, sempre ognuno in gara per vincere il premio ascolti di chi riiesce meglio a sovrapporsi all'altro impedendogli di parlare.

No! 
prima di parlare, aspettare che l’altro abbia finito di esporre il suo pensiero, la sua opinione. Non è gridando o parlando sopra all’altro che si dimostra competenza, conoscenza e bravura.

venerdì 6 aprile 2018

L'amore è un'illusione.



Finito il tempo dell'innamoramento, del trionfo dei sensi, ecco lo scivolare con sofferenza verso le attese tradite, lo sciogliersi dei desideri sognati.

Aumenta l'insofferenza reciproca, la delusione per un'intimità sognata e poi sempre più frequentemente dispersa. La condivisione della vita appaiono sempre più parole inutilmente scritte.

Lei è sempre più assente.

Lui si sente sempre più rifiutato.

E finita. L'amore è transitorio. Forse è meglio non incontrarlo mai e neppure cercarlo ?

domenica 25 marzo 2018

Cosa accadrà al mercato dell'energia?

Sembra che non ci siano ancora regole di riferimento chiare per quando avverrà obbligatoriamente il passaggio al mercato libero (io spero che non venga mai cancellato il mercato tutelato e sia lasciato come opzione di libera scelta).

Sembra che una volta superata la scadenza del primo luglio 2019 i clienti domestici non ancora passati al mercato libero rimarrebbero tecnicamente senza fornitore.

La legge sembra preveda il passaggio automatico al servizio di salvaguardia. Questo servizio sarebbe erogato dall’esercente la salvaguardia, ovvero da un fornitore scelto tramite una gara organizzata dall'acquirente unico (la società garante della fornitura ai piccoli consumatori).

A differenza delle normali tariffe di luce e gas, al prezzo della salvaguardia andrebbe aggiunto il parametro Ω (omega) stabilito dal fornitore stesso, imponendo così un sovrapprezzo oneroso al cliente ancora in maggior tutela.

Inoltre mi domando, al passaggio obbligato quando avverrà:
  1. perchè, in assenza di scelte volontarie, non definire che ci sia continuità con il soggetto erogatore in corso;
  2. verrà chiesto un balzello per la chiusura del contratto a mercato tutelato?
  3. verrà chiesto un balzello per l'apertura del nuovo contratto a mercato libero?

Eh no !!! non ci sia questa ennesima fregatura della liberalizzazione.


Ho iniziato a documentarmi sul sito di Arera e, se non mi passerà la voglia,  vorrei approfondire la mia conoscenza e se la cosa mi apparirà poco chiara, scrivere anche alla redazione di MiMandaRai3 per sollecitare un loro approfondimento (se già non fatto).