Che Berlusconi non convochi la Cgil o faccia incontri personalizzati è possibile; probabilmente, nella sua mente, l’obiettivo non dichiarato cui tende è frantumare il sindacato per renderlo innocuo: già con Uil e Cisl è a buon punto, manca poco che arrivano a baciare le pantofole ad Arcore.
Che però non ci sia unità – e questo da tempo accade sempre più – sulle scelte fatte o da fare, sfilandosi, è preoccupante.
L’accoppiata Berlusconi – Marcegaglia, quando dichiara di voler andare avanti sulla revisione della normativa contratti anche senza Cgil, quando Uil e Cisl accettano di incontrare da soli il governo, è un altro segno preoccupante di rottura (ma i lavoratori si rendono conto di cosa potrebbe significare?).
Gli antichi romani dissero: divide et impera. Ci sono temi su cui è indispensabile essere uniti. Certe pericolose “divisioni” sarebbe meglio siano superate.
Indubbiamente il sindacato deve riflettere su se stesso e molto visto che sempre più emergono divergenze e scollamenti con chi dovrebbero rappresentare e si è, neppur piano piano, trasformato in una casta nè più nè meno come quella dei politici e questo non piace.
Siamo al capolinea dell’era del sindacato?
Epifani, Bonanni, Angeletti sarebbe ora che la smetteste di pensare alla poltrona ed al potere personale.
Cambiare e rapidamente per non scomparire e lo sciopero politico, facciamolo il sabato o la domenica.
Temo che si sia davvero al capolinea del sindacato. Prima troppe pretese per pochi (ti ricordi i 19 anni, 6 mesi e 1 giorno per andare in pensione di alcuni dipendenti pubblici?), adesso poche pretese per troppi (a dicembre il CCNL del commercio prevede che io avrò ben 28,41 euro di aumento contrattuale e il prossimo sarà di una cifra davvero esagerata: 45,99 euro a partire da settembre 2009)
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